<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7813291717389138</id><updated>2011-08-27T16:07:47.385+02:00</updated><title type='text'>Brevi Storie Di Ethan</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ethan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>6</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7813291717389138.post-7398897194910742715</id><published>2009-11-02T22:55:00.004+01:00</published><updated>2010-07-20T20:28:23.299+02:00</updated><title type='text'>DownTime</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La sua cagionevolezza nasceva dalla paura delle terribili impossibilità che vedeva di fronte a sé e dalle inevitabili infinità che la sua vita poteva prendere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si accapponava tutto nel venire a conoscenza di sciagure, manifestandosi a lungo andare nelle sue condizioni fisiche in forma di eritemi che prudevano da grattar via.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Era un ragazzo dagli occhi incerti: blu elettrico, celeste come l’azzurro del cielo insomma, grigio slavato, a volte verdi e a volte con esperimenti di marrone intorno alla pupilla. Era forse l’umore o il clima, o il colore occorrente, necessario in una data situazione. I suoi occhi cangiavano, si offuscavano, si illuminavano. Stessa cosa, con gli adattamenti del caso, per le sue erezioni, i suoi orgasmi, le sue defecazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Aveva sofferto sin da bambino di disparate logopatie che si esaltavano nei momenti di imbarazzo e mescolandosi prontamente non erano lì quando le nominava.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La conclusione autoanalitica è che si mimetizzava metabolicamente sotto le pressioni che venivano dall’esterno, e non dalla sua incertezza come credeva all’inizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Attualmente non sognava perché assumeva psicofarmaci sotto presidio medico imposto ed era convinto che la sua persona fosse triangolata da maghi neri che lo tenevano intelaiato nel tentativo di assoggettare la sua volontà in un’oscura realtà priva di sogni. Nel letto, l’inerzia indolente delle membra dovuta al controllo mentale, i rari movimenti rallentati come trattenuti morbosamente da un’entità sovrapposta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Ma quando al mattino ricordava i sogni i suoi occhi irradiavano blu.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sognò di essere al riparo di fronde con fili d’erba che gli solleticavano i polpacci. Frutti succosi brillavano di colori vivaci davanti alla sua curiosità su piccoli alberi rotondi con luccicante corteccia di fogli di mica. Lontano nella vallata poté udire il fragore gelido della consapevolezza prematura e disincantatrice destarlo. Il frutto che teneva in mano non ancora colto marcì trasmettendogli la realtà del dolore dell’effimero. La putrescenza istantanea fece colare a terra il frutto sciolto dalla sua mano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Come sarebbe se non ci fosse il tempo, pensò.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si sentì intirizzito e trascinato via dall’istinto di conservazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La realtà soave e crudele di quel frutto decomposto scomparve dalla sua mano e lui si spinse verso il risveglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si trovò rattrappito in posizione fetale che cercava di distendersi lottando contro crampi che lo tenevano. Le entità nere che lo abitavano alla notte erano state annichilite nel panico dall’anima del sogno, a tal punto da stringerlo nella posizione del feto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La decrittazione del sogno fu piuttosto banale per quanto la sua capacità d’analisi era piuttosto sviluppata. Con l’imposizione dell’istinto l’immagine svelò i dati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Buttò giù uno schizzo per un progetto di macchina di dislocamento spazio-temporale, su di un vecchio foglio ingiallito. Le indicazioni fattegli sognare da una forma di vita &lt;i&gt;veramente&lt;/i&gt; intelligente che aveva tracciato le sue personali onde psichiche e del suo stato r.e.m. in barba alle medicine e alla magia nera. Aveva strappato con dita intorpidite il foglio nella meccanicità post-ipnotica, al risveglio, da un vecchio quaderno scolastico. La mano tremolante, un brivido orgasmico su per la schiena, il freddo per le viscere come dopo aver svuotato velocemente la vescica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Cercò gli occhiali dopo essersi acceso una sigaretta e si stropicciò gli occhi prima di infilarli: “Ecco fatto. Si parte!”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;****************&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Al tempo, quando cercava di viaggiare con l’aiuto di altri si era ritirato dall’accademia spaziale per l’inettitudine di alcuni professori, dopodiché pensò bene di essere un autodidatta avendo scoperto di avere un talento naturale nello scivolare nel tempo a suo piacimento nei sogni ma senza indirizzo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Professore…?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Che c’è Maitland?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Ero in una coltre di luce abbagliante e mi sono trovato a pensare: sono più ampi i confini dello spazio o i confini del tempo?... Anche se sono entrambe infiniti l’uno prevarica sull’altro?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Erano le solite domande di un giovane studente di viaggi spazio-temporali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Insomma ci si sente più confinati nello spazio o nel tempo?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il solito sacco di domande stagnanti o un salto nella direzione giusta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Le risposte sono insuperabili dalle parole. Anche se le risposte sono note muoverti all’interno di esse ti darà la libertà, altresì non pensarci”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La solita routine dell’uovo e della gallina rimaneggiata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Si può veramente viaggiare &lt;i&gt;indietro&lt;/i&gt; nel tempo o si &lt;i&gt;salta&lt;/i&gt; indietro nel tempo?... Voglio dire… Quando vado indietro nel tempo insomma, sono nel flusso o mi separo da esso per poi rientrarci?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Alle prime domande credevo fosse un leccaculo, ora penso che sia un rompicoglioni… quella è la porta… e non la sbatta”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Tutte quelle domande erano un preambolo lezioso per tastare il terreno, per modulare la sua lunghezza d’onda su quella del professore. Quello che non gli riuscì di chiedere fu: “Ma abbiamo veramente la conoscenza per buttare giù una griglia spazio-temporale? Se non conosciamo i confini dello spazio e del tempo come possiamo saltare in questi senza finire proiettati, ad essere fortunati, in punti dello spazio profondo senza nome? Dopotutto, tutto si muove in continuazione”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si chiese accompagnando la porta se tutto quel gran parlare fosse molto di più di semplice onanismo accademico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sono stato educato a pensare che il tempo guarisce tutti i mali, e allora perché, cosa facciamo noi andando controcorrente?! Maitland pensò ricordando la madre bigotta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sua madre lo aveva disconosciuto perché lo aveva cresciuto amorevolmente, insegnandogli che il tempo guarisce tutti i mali e che bisognava accettare il suo scorrere, urlandogli contro: “Che stai facendo sperando di scoprire come tornare indietro, perché vai controcorrente?! Ah… se ci fosse ancora tuo padre te le darebbe lui… una bella raddrizzata e meno storie!”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Suo padre lo aveva spronato verso un’attività redditizia piuttosto che a seguire le proprie inclinazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Ma andremo anche in… avanti”, disse tremante. E arrivò lo schiaffo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Ma mamma… la nostra sarà una missione umanitaria. La nostra macchina del tempo sarà l’ambulanza dei tre tempi. Il nostro è un nobile fine”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Lo dicevo io che masturbarsi fa male… se solo tu avessi pensato alle ragazze invece di armeggiare con la fisica quantistica. E poi tutte quelle droghe. Lo vedi da te che ti hanno fatto male… Metti i piedi a terra… per Dio”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;****************&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Per mantenersi agli studi aveva esercitato come dottore in clonazione. Una sciocchezza che lo aveva tenuto occupato solo qualche ora al pomeriggio. Questo dopo aver tentato come autore di romanzi. La sua carriera di scrittore era stata troncata sul nascere dopo aver scritto nell’automatismo medianico:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“L’ossessione che amavo di essere un autore moriva in un grigio sconfinato fatto di vento furioso in gentilezza sparsa che manda luce di vitalità nel caldo cuore di lacrime… un’euforica mattina, luce dell’alba, nuvole fresche, grigiore mattutino che si addolcisce di rosa, immaginavo scene stranamente felici, il mio corpo si riscaldava”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La sua tipica giornata nello studio ricavato in un deposito di forniture mediche:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;I suoi clienti erano tutti incredibilmente reverenti e cordiali, di contro, totalmente irrispettosi verso il destino. E semmai avessero avuto nobiltà d’animo questa non entrava con loro nel suo studio. Un’atmosfera d’intimità non aveva mai attecchito nella sala operatoria ed evitava categoricamente di sedersi sulla poltrona davanti alla sua scrivania che indicava loro. Un’aria fortemente clinica, spezzata, vuota di amor proprio permeava solidamente il tutto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Il mio corpo è malato, vede!” si tolse una garza dall’addome e mostrò vecchie piaghe ingiallite da vecchio fumatore accanito. Il corpo aveva avuto un crollo irrimediabile. “Voglio dare corpo al mio futuro, capisce!?”. I suoi occhi fermi e lucidi guardarono dentro di sé implodendo, come potesse richiamare alla memoria con nostalgia i giorni a venire. Maitland riconobbe nel feroce ghigno insolente accennato nervosamente la volontà di succedere prepotentemente alla proprie esperienze e vicissitudini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Ottenne la sua attenzione e lo fece spostare nella stanza laterale dove venivano svolte le operazioni. Il suo assistente si alzò in piedi e si abbottonò il camice con svogliata deferenza, non prestando vera attenzione. La forza dell’abitudine nei suoi gesti tranquillizzò il paziente che si sdraiò.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Maitland lo guidò fino a fargli rallentare il respiro poi gli premette i pollici prima sul petto poi sul collo. Con una mano che non lo toccò gli diede l’ordine di chiudere gli occhi. Ora suggerì piano: “Siamo uno, ma non la stessa cosa”. Il cliente accennò con la testa di aver capito e ripeté le sue parole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Una scissione fluida, preceduta da un’onda di pelle d’oca su tutto il corpo spezzò le catene di unione di corpo e mente. I peli canuti gli si rizzarono al passaggio. Maitland guidò con gesti astratti la mente verso il nuovo corpo, approntato dal suo assistente su di una branda sotto un lenzuolo candido, un corpo adulto sulla trentina senza calli, né cicatrici, né smagliature. Penetrò flessuosamente nelle forme rigide del nuovo corpo ospitante che si eccitò al cardiopalma e che ebbe polluzioni asciutte in un castrato raptus libidico. Il corpo intimizzò la mente con incastro perfetto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si stiracchiò come ubriaco e si sentiva come dovesse smaltire i postumi di una sbornia: “Ci sono cose che non dovranno più rimanere in sospeso” disse tetramente, e fece crocchiare sinistramente l’osso del collo piegando la testa su di una spalla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;****************&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Una volta incontrò un altro patito del viaggio spazio-temporale, un ex-fannullone con una personalità sobria — senza le tracce deturpanti dell’edonismo e della vanità; non c’era l’invecchiamento della lussuria sulla sua faccia — che col tempo era divenuto molto pratico nei compiti giornalieri ma non ossessionato dall’ordine come si sarebbe creduto che lo mise a parte dei suoi investimenti per ottenere, in una sacca temporale, unità di tempo per operare viaggi nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Risparmio tempo da molto tempo ed è così che mi trovo ad avere a disposizione tempo utile per viaggiare nel tempo”, gli disse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Se Maitland aveva inteso bene, questo ragazzo aveva capito che se voleva viaggiare nel tempo per prima cosa non doveva essere un perditempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Gli raccontò che ben presto la sua efficienza si tramutò in iperattività e cominciò a diventare teso e questa sua tensione, notò Maitland, era così tangibile che riusciva a trasmetterla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Mantenne a lungo questo ritmo senza che fosse spezzato. Neppure rompere le regole che si era imposto provocarono un rilascio, non c’era &lt;i&gt;deus ex machina&lt;/i&gt; che reggesse ad intervenire efficacemente, così forse stava procedendo correttamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Emanava una durezza contrita come la continua e dolorosa erezione del priapismo. Poteva sembrare un carcerato forte abbastanza da difendere la sua eterosessualità e ugualmente forte da evitare la masturbazione, ritrovandosi con i testicoli pieni da far male, aspettando di rompere le sbarre nel momento giusto per veicolare tutte quelle energie nel viaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Anche se con l’aiuto di un apparecchio che lo lanciasse aveva capito che le vere energie necessarie per il viaggio dovevano essere prodotte e venire da lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Gli chiese di assistere. Maitland accettò riponendo in tasca la penna ed il taccuino pieno di appunti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Un casale abbandonato di campagna con vecchi muri di pietra grezza, lasciata la strada asfaltata. Una fredda giornata grigia e pungente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La scatola metallica inverosimilmente molto anonima era al centro di una stanza spoglia e in ombra, in un odore di muffe e varechina, con i cavi che sparivano oltre una parete.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Mucchietti di intonaco scrostato negli angoli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il ragazzo appoggiò i propri indumenti ben piegati su una delle due sedie dopo essersi spogliato senza pudicizie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Affronterò il viaggio di andata e ritorno attraverso la &lt;i&gt;porta&lt;/i&gt; in questa scatola in cui si entra nudi e accovacciati”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Una volta sistematosi meglio chiese a Maitland di chiuderlo e di abbassare l’interruttore generale e — come gli aveva descritto — venne subito bagnato da una calda gelatina per tutto il corpo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questa gelatina usciva dalle papule della carne con cui era rivestito l’interno della scatola; serviva per non far scottare il viaggiatore per l’attrito dello spostamento lungo i binari del tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La carne lo delimitava e lo abbracciava, stordendolo. Sudò e tremò come stesse subendo delle sconcerie e cadde in una calda stretta uterina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Anticipatamente, mentre regolava le apparecchiature nell’altra stanza, disse a Maitland: “Funziona che non ci si porta la scatola dietro e ci si ritrova sifonati in un cunicolo di tarlo”. E poi divertito: “In teoria gli altri avvertiranno il passaggio invisibile del viaggiatore accanto a loro come un sobbalzo in un vuoto d’aria”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Ricomparve come non fosse mai partito, ma esausto e messo per traverso, con la scatola che scricchiolò cedendo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Ad occhi ancora chiusi sentiva versamenti fuoriuscire dal suo corpo, leso in superficie, che filtrando dalle giunture allentate e dalle guarnizioni bruciate insieme alle perdite delle pareti, macchiavano il pavimento sporco, allargandosi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Un tanfo in fumi oleosi, come di decomposizione, mozzò il respiro di entrambi. L’apertura a tempo della scatola scattò e lui scivolò fuori a peso morto, boccheggiando senza fiato e con la bocca arida. Per breve, forti contrazioni nervose gli sbatterono il corpo e scalciò come una rana che tira le cuoia. Mancò addormentandosi sfiancato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Al suo risveglio e tutto sommato in buone condizioni — le ferite superficiali sparpagliate sul suo corpo si erano già risanate grazie alle cure del suo spettatore — bevve cautamente un caffè caldo dalla tazza nelle mani di Maitland. Fece mente locale e si rese conto che andava già soggetto a precognizioni scoordinate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questo fu quello che ottenne col proprio affermarsi nella storia viaggiando nel tempo. Non esattamente precognizioni ma un tipo di dejà-vu di momenti che dovevano ancora accadere. Una familiarità con momenti futuri di cui però non riusciva a far parola, bloccato, e che non poteva fronteggiare per cambiare gli accadimenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si ritenne fortunato perché c’era chi, ammalatosi di tempo, si ritrovò ad invecchiare precocemente o ad avere un’amnesia pressoché totale, per non parlare di autismo e deformazioni… ne aveva sentite tante di storie finite male.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La sua esperienza gli fece comprendere che viaggiare nel tempo significa viziare qualunque presente in una morsa di già visto e di già fatto, ritrovandosi con la propria volontà inebetita di fronte alla vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il vero scopo, comprese, è di eliminare il vizio storico che ci si porta dietro per dare libertà agli accadimenti futuri, senza condizionarli in quello che è andato e non lasciamo andar via o in quello che dovrà accadere, e che questo va fatto operando nel presente. Focalizzare la profondità del presente è la vera sfida, e non si tratta di cogliere l’attimo, ma di rendersi coscienti dell’attimo sempre con maggiore sguardo dentro di esso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;****************&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Maitland si recò in un locale scelto col potere da rabdomante del radar sessuale. Lo trovò dopo qualche ora e aveva i testicoli doloranti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nel locale un paio di ragazzi isterici erano seduti su sgabelli al bancone che si scambiavano acidità come due rospi stizziti che si pisciano addosso. Passò un ragazzo che indossava un berretto con la visiera calcata sugli occhi che poi passò oltre. Maitland portava una maglietta accollata ed un pantalone entrambe spiegazzati conferendogli un’aria sportivamente dimessa. Si sedette laconico e guardò fisso un punto senza profondità, sforzandosi di avere una panoramica degli avventori in un colpo solo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Lo spirito che cercava e che poteva aiutarlo nel rendere fattibile il suo schizzo era ospitato inequivocabilmente da un uomo in preda allo sconforto all’altro capo del bancone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Solo a guardarlo si intuivano una serie di abitudini incorreggibili che lo intaccavano come uno sciame di tarli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Maitland mise a fuoco i tormenti dell’uomo sollevandogli la fiducia avvizzita verso il contatto umano. Il bruciore torbido dello sconforto in cui si dibatteva divenne limpido e tiepido in una silenziosa presa di controllo. La pazienza che gli passò in prestito Maitland vinse la sua inquietudine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Timidamente alzò gli occhi e mise a fuoco Maitland e l’attimo dopo Maitland era seduto al suo fianco che spianava il foglio ingiallito e spiegazzato di tasca sul piano del bancone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;L’uomo scansando col dorso della mano il suo whisky poggiò il dito medio ingiallito e calloso da fumatore accanito a indicare una resistenza sul foglio, lo mosse e disse: “Qui manca un giunto, sennò l’intera cosa non funzionerà”. Sottolineò la frase con una nuova alzata dei suoi occhi, ingialliti dal suo fegato trasandato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;****************&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La macchina unita all’estrema mutevolezza di Maitland — la mutevolezza maturò in capacità d’adattamento veloce quanto un batter d’occhio, maturando ulteriormente nella capacità di proiettarsi con discrezione negli affari altrui — resero i viaggi nel tempo possibili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il suo primo viaggio lo trascinò nella Scozia di qualche decennio fa ad indagare sulla nascita del mostro di Lochness assiepato invisibilmente in qualche fratta assieme ad un uomo che digrignava gli umidi denti gialli e che si lisciava fremente l’erezione sotto i pantaloni lisi. Quest’uomo sbavante guardava un altro uomo sporto su una balaustra naturale verso il lago, che aveva una macchina fotografica ciondolante al collo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La violenza dello scatto sulla preda, qualche mugolio di resistenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La vittima cessò di mugolare di colpo, come una frattura nell’aria e chiese distante: “Ma che cos’è?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“È Nessie, il mio gigante!” con voce ferocemente cavernosa e prevaricatrice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Il gigante!? Ma io non vedo nulla” disse nel tono ellittico e innaturalmente calmo della negazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il maniaco, che era pur sempre un uomo di mondo e a suo modo un signore, afferrò il giochetto che la mente della sua vittima stava facendo e così lo incoraggiò dicendo, indicando un punto vuoto nel lago: “Guarda meglio… è lì, lo vedi?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Oh sì… ora lo vedo” mugolando nuovamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Tornato a casa con qualche ricordo che riaffiorava, non riuscendo a trattenere le smorfie ed incapace di montare una bugia credibile su due piedi disse alla moglie che lo interrogava (Maitland era sempre una presenza invisibile): “È... è che ho visto un mostro nel lago!!!”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;”Non mi prendere per scema, cosa hai combinato?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;”No, te lo giuro”. E poi esagerando: “Ne ho preso anche un’istantanea con la mia macchina!”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Così si chiuse nella camera oscura e montò un serpentello in alcuni sbuffi d’acqua del lago e tornò dalla moglie con la foto sfocata in mano: “Hai visto, ti dicevo la verità!!!”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Da quel momento la sua omosessualità tornò ubbidientemente nella latenza inconfessabile della negazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nessie, che colpì tante altre volte, entrò di &lt;i&gt;prepotenza&lt;/i&gt; nell’immaginario della gente sotto stretta copertura, trasfigurando la sua natura.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il resto è storia, la nostra storia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Maitland pensò: questo sì che è essere dentro la storia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7813291717389138-7398897194910742715?l=brevi-storie-di-ethan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/7398897194910742715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/7398897194910742715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/2009/11/downtime.html' title='DownTime'/><author><name>Ethan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7813291717389138.post-1940361196853363683</id><published>2009-11-02T19:16:00.002+01:00</published><updated>2010-07-20T20:04:13.443+02:00</updated><title type='text'>Tendere La Mano</title><content type='html'>&lt;p face="Georgia" size="13px" style="margin: 0px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Mutanti: sin dalla scoperta della loro esistenza sono stati guardati con paura, con ostilità, con odio perfino. In tutto il pianeta infuria il dibattito: i mutanti sono l’anello successivo della catena evolutiva o semplicemente una nuova specie umana che lotta per il suo posto al sole? ... La mutazione è la chiave della nostra evoluzione. Ci ha consentito di evolverci da organismi monocellulari a specie dominante sul pianeta. Questo processo è lento e normalmente richiede migliaia e migliaia di anni, ma ogni qualche centinaio di millenni l’evoluzione fa un balzo in avanti”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;X Men 2 – Il Film&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sean non si sente ancora un trentenne perfettamente formato, cercando riparo uterino in bozzoli sudaticci di lenzuola ritorte, cabine di ascensori bloccate tra due piani, abitacoli di automobili, gemellandosi mentalmente quando non solo, andando in giro con il tralcio del cordone penzolante sotto la maglietta, non ancora veramente fuori dal tunnel*.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;È un ragazzo giovane e alto con l’intelligenza che lampeggia negli occhi, non molto abbiente sessualmente. Ha difficoltà di stabilizzazione e i libri che legge non sono d’aiuto: scritti mistificatori, demagogici, sfrontatamente demiurgici, che ammiccano languidamente dalle librerie e finiscono nelle mani fragili della sua mente priva di ironia e fermezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Quando legge un libro lui diventa quel libro perché crede che un libro è sempre un libro e il fatto che sia stato pubblicato è la conferma di un vissuto eleggibile. Erano i giorni difficili in cui portava con disinvoltura quel pezzo di cordone ombelicale gettato intorno al collo come un boa di struzzo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Ogni volta che usciva sconfitto da un locale per adulti gay, ne usciva con le guance scavate e occhi spalancati incapaci di sottecchi cautelativi, con la moralità sciupata e le energie smunte via. Le offerte di una palpitante indipendenza universale si rivelavano prigioni intime che si attardavano nei suoi occhi svuotati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Una volta uscendo aveva sentito come una corrente opposta. Era il rinculo dello shock avvenuto all’usciere, che lo fece greve nel vedere la faccia di Sean in tali condizioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Quello che gli succede con i libri gli accade anche con le persone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Gli ci voleva dalla mezz’ora ai tre giorni normalmente per guardare in faccia la vera faccia di colui con il quale aveva fatto sesso e per giorni vagava e si comportava come quella persona combattendo al meglio, male in arnese, quella spinta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;È solo un assaggio del ciclo della vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;*****&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Un pomeriggio è scivolato in avanti di tre anni su di una buccia di banana. Quando si è risvegliato dopo quella brutta botta alla testa erano passati tre anni o quasi e le cose erano decisamente cambiate, non sa se per il meglio o cosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Aveva ancora il suo corpo di allora privo di piaghe o di stanchezza. “Questo è niente” gli dissero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Lo dimisero dall’ospedale con una pacca sulla spalla augurandogli buona fortuna con un sorriso di una malizia senza confini. ”Va’ e divertiti!”. Poi ancora un largo sorriso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Dalla distanza: “Ah, ti abbiamo poi tolto quella cosa pendula che portavi all’ombelico!”. Sean si immaginò una strizzatina d’occhio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Aveva con sé il nuovo indirizzo assegnatogli nella città universitaria dell’ospedale. Un casamento di piccoli appartamenti per studenti. Ci arrivò spendendo due sigarette con i piedi leggeri come fosse appena sceso da una giostra, smuovendo qualche foglia secca sul marciapiedi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;*****&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il bosco lo chiama su frequenze segrete.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;L’autunno si avvicina e la sera incolore pulsa un soffice, malsano, triste crepuscolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nel bosco è una tenebra carezzevole che sopisce i sensi il segnale di aver trovato il posto giusto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La sua anima si sdraia al suolo prima di sé in un due tempi che è un tutt’uno fluido ed inappellabile, in un’invocazione silenziosa di arrendevolezza alla sorte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Al risveglio osserva a torso nudo la landa albeggiante da un rialzo, quando tutto si sta animando. — Non è naturale sbocciare fuori stagione, pensa con una smorfia attonita di dolore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Schiva le prime rovine tra la rada boscaglia, pietre di mura che non stanno più in piedi. Ora deve districarsi cautamente da piante spinose. Piccoli animali arboricoli si nascondono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La radura dove il bosco si apre si inclina verso un corso d’acqua ed è il piano della città morta. Al centro delle rovine c’è un argine di pietre, legni carbonizzati e monconi spenti. Man mano che avanza tra le antiche pietre suoni di tamburi lontani gli accarezzano languidamente la ragione. È invitato a fermarsi e a passare una notte di isolamento mistico nel bosco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Viene percosso simultaneamente da diversi tamburi e il suo corpo si infervora di altre presenze che scacciano i suoi demoni di città dismalandolo. Ora è pronto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;*****&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Le cose sono cambiate e Sean ha cura della sua persona e della sua integrità strutturale e quella che prima era la sua debolezza è divenuta una capacità per cambiare le cose.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sean adesso immagina sempre di star mutando facendo sesso, coinvolgendo telepaticamente con un allaccio mentale saldo un ragazzo prescelto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;I due ragazzi salgono sul letto e cominciano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Altrove nelle loro teste stanno unendosi nell’acqua intorbidata da verdi e giallognole mucillagini. I due sguazzano dove si tocca, smuovendo il fango morbido dal fondale, si strusciano avvinghiati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sospinti, si spiaggiano sulla ghiaia viscida come fossero memoria di animali antichi concupiscenti la trasformazione. L’acqua dopo averli espulsi si chiude dietro di loro come una ferita generosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Mutano ansimando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Succhiano avidamente in profondità ossigeno dall’aria insalubre della palude con affanno lento alla stregua di pesci fuor d’acqua agonizzanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La loro pelle è lucida e scivolosa, non grinzosa e ruvida come dopo un bagno ed è divenuta profondamente diafana mostrando i loro cuori alla stessa maniera degli altri organi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La scena ed i loro versi seducono il silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Dopo l’orgasmo simultaneo comincia a piovere a dirotto a dilavargli il fango di dosso e la verità è ormai chiara.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sean riprende ad essere nella realtà mentre fuma la prima sigaretta ancora umido di doccia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;L’altro ragazzo torna mentre si passa energicamente l’asciugamani con un attacco di pelle d’oca che avvampa su tutto il suo corpo, colpendogli la nuca con un sonoro schiocco voltastomaco: “Fanculo! ... Vestiti e vattene! Cosa caz…!”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Dopo aver sbattuto la porta dietro a Sean si guarda perplesso le mani; non riesce a trattenere un sorriso beffardo non privo di affettazione: realizza che la remeabilità che ha potuto brevemente contemplare di fronte al bivio evolutivo, diviene irreversibilità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questo è più di un assaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;*Tunnel= Utero, dipendenza dalla madre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 15.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7813291717389138-1940361196853363683?l=brevi-storie-di-ethan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/1940361196853363683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/1940361196853363683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/2009/11/tendere-la-mano.html' title='Tendere La Mano'/><author><name>Ethan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7813291717389138.post-3405211086685497646</id><published>2009-11-02T13:58:00.001+01:00</published><updated>2010-07-20T20:08:33.045+02:00</updated><title type='text'>In Montagna</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;È una camminata di due ore in salita sul versante interno alla valle lungo un sentiero con segnali e alcune rocce sistemate a formare gradini. A volte delle anse sono tagliate da ripide scorciatoie impraticabili con l’acqua. La radura artificiale è sistemata come un giardino spontaneo ma si vede la mano dell’uomo e piccoli alberi dalle foglie rosse, ceppi e poi delle panche di mezzi tronchi su sostegni. Le poche case in pietra grigia locale lungo il sentiero ad y. Al centro della y è dove si suona il corno il cui verso allerta riunioni, pause, pasti. Non hanno il fienile ma simile al suo posto un essiccatoio per castagne costantemente alimentato da braci deboli; ne fanno un’ottima farina che viene venduta in paese a valle ad un buon prezzo. Accanto agli orti stagionali pieni adesso di cavoli e patate c’è una modesta vasca natatoria di acqua sorgiva sempre nuova.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La porta cigola nel nitido silenzio montano. Sistemo il sacco a pelo in una stanza al primo piano: finestre rotte, candele usate, accogliente per chi resta poco; il lusso, o almeno i lussi che si possono avere qui, è in stanze che si trovano sopra la cucina che è anche dove si mangia e si sta insieme, per via del camino. Mensole storte con libri consumati e umidi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Io mi sveglio in un istante; sono già lucido nell’istante in cui apro gli occhi quando il sole non è ancora sorto. Esco sul sentiero fatto a metà di ciottoli ghiacciati con il cielo che da una parte è nero, almeno del nero che riesce ad essere un cielo alla notte senza luna, e dall’altra ad est è di profondo blu magnetico — il colore della cura. Guardo le stelle: è curioso come si legga il futuro nel passato delle stelle... quello che vediamo nel cielo di notte è accaduto anni luce fa e non tutto nel medesimo momento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Aria fredda, gelida. Sento con orecchie affinate le acque che corrono scivolando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;L’uomo del fuoco nelle sue braghe nere di cenere inginocchiato davanti al camino che sistema la nuova legna. Mi riempio e bevo mezzo bicchiere d’acqua. Non mi rivolge parola. So che è da dieci anni che si occupa del fuoco. Mi accorgo che è davvero il suo mestiere e non sta bene disturbare; seguo i suoi movimenti lenti, limpidi e caldi, dandomi sempre le spalle. Acceso il fuoco si arrotola una sigaretta, con un ramoscello raccoglie una fiamma per accenderla e la fuma.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Quello per cui sono qui non ha un corrispondente in parole così non faccio domande e per quanto possibile evito di ascoltarne e non mi tengo alla portata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;In montagna ci sono zone franche per un telepata, a differenza qualsiasi comunità rappresenta un diverso nodo psichico rumoroso e variamente problematico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Qui ci sono le condizioni cristalline adatte per le mie magie percettive anche se non c’è la neve; altrove stanno svanendo irrimediabilmente... il caldo, il fuoco e lo zolfo invadono gli orizzonti, stringendo in una morsa eroticamente maligna lo spirito dell’uomo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;So cosa è la telepatia e non occorre che mi venga detto come farla sorgere e non mi serve che mi venga dimostrato come utilizzarla perché a volte la mia chiarezza mentale penetrante mi riesce di modularla in una seconda vista come lo schiarirsi del cielo che accade alle volte da un cielo plumbeo, e questo è quanto. Con queste condizioni mi riesce anche di uscire fuori dal corpo senza ostacoli. Fino ad ora, le volte che ero riuscito, essere lì dove ero realmente senza corpo era stato ancora qualcosa di misteriosamente intollerabile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Neanche le pregevoli droghe di montagna di cui potrei andare in cerca sulle vette al nord, dove queste sostanze vivono, possono rispondere alle mie domande senza parole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Al pomeriggio finito il lavoro prendono decisioni seduti in cerchio per alzata di mano ma io non partecipo e non intervengo perché preferisco i sistemi di gerarchia spirituale naturalmente ordinata, amo pensare, so, che esistono persone più sagge e meno sagge e con più o meno meriti, e la democrazia che mette ogni uomo al pari di ogni altro senza fare distinzioni esiste solo dove c’è sfiducia e mancanza di saggezza. E paura. E invidia. La democrazia indirizzata male, gestita male, porta al capitalismo che divora l’umanità da dentro dalle persone: la scala meritocratica scavalcata dalla piramide monetaria tirata su dall’egoismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Penso che potrei fermarmi qui come sensitivo per aiutare, ma è solo passeggero. E sono per niente cerimonioso alle loro feste pagane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Non faccio domande alla terra e neanche al fuoco e neppure al vento, né all’acqua, come in genere si conviene. Scivolo naturalmente nell’anonimato e mi riesce di stare sempre per conto mio e poi la risposta arriva ma nella lingua in cui parlo io non si chiama neanche risposta, è più una presenza, come un senno di tanto tempo fa, stanco ma vivido, che mi mostra come la personalità è solo una sovrimpressione sulla mente che è bianca, luminosa e senza forma. Detto questo credo anche fermamente in una geografia collettiva della psiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;È pratica comune ritenere solo le notizie accomodanti. Quelle che potrebbero veramente sortire un cambiamento sono eluse con tecniche che vengono perlopiù definite intelligenza. Non parlo di notizie rivoltanti come la classica testa mozzata, ma ad esempio la natura ultima della sofferenza e dei piaceri e l’interconnessione di ogni fenomeno. L’intelligenza è una bestia abominevole che acceca gli uomini; la cosa che veramente serve è la saggezza che si ottiene osservando un comportamento virtuoso. Molto spesso l’intelligenza sorge per riscrivere la realtà laddove non la si accetta o non la si capisce o la si vuole distorcere. Maestose concettualizzazioni, e poi via con gli aggettivi più deliranti, licenziosi, teneri, drammatici e quant’altro. Così l’intelligenza è solo un tappeto &lt;i&gt;rosso&lt;/i&gt; elitario, altezzoso, pomposo, spocchioso, che non sottende per forza una logica, di una violenza inaudita sulle menti di coloro che ne dipendono, che guida verso le derive psichiche, lì dove nessun uomo è mai giunto prima, di chiaro manifesto anarcoide e dove molti alla fine decidono di non volersi arrischiare, bruciati da febbre cerebrale. La parola è Verbo e la logorrea verbale su carta con una struttura non è saggezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7813291717389138-3405211086685497646?l=brevi-storie-di-ethan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/3405211086685497646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/3405211086685497646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/2009/11/in-montagna.html' title='In Montagna'/><author><name>Ethan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7813291717389138.post-254300133862276367</id><published>2009-11-01T15:45:00.003+01:00</published><updated>2011-08-26T15:04:20.892+02:00</updated><title type='text'>Home Guide To Natural Time-Travel</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Il mio concetto di possessione è più vicino al modello medievale che alle moderne spiegazioni psicologiche, con la loro insistenza dogmatica che tali manifestazioni devono venire da dentro e mai, mai, mai dal di fuori. (Come se ci fossero delle differenze così nette tra dentro e fuori.) Intendo una precisa entità possessiva. E davvero, il concetto psicologico potrebbe ben essere stato inventato dalle entità possessive, visto che niente è più pericoloso per il possessore che essere visto come una separata creatura invadente dall’ospite invaso. E per questa ragione il possessore si mostra solo quando assolutamente necessario”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;William S. Burroughs&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Stanza con una finestra che dà su un paesaggio grigio. Letto, comò, sedia. Scrivania e macchina da scrivere operativa. Maitland batte a macchina i sogni che lo preparano ai viaggi nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;: un segreto è tenuto sottoterra su di una collinetta priva di vegetazione. Io mi metto a scavare e scavare con le mani. Ci sono degli amici che all’inizio mi aiutano, poi abbandonano e scendono. Trovo un sistema di canali sotto la superficie. La terra che è molto sabbiosa e insolitamente fluida è difficile da levare e tende a coprire nuovamente le parti che ho scavate. Vedo che sotto i canali se ne nascondono altri ma non ho idea di quale sia il segreto. La terra ad un certo punto cede del tutto e due degli amici che stanno ritornando in collina nella mia direzione sono in pericolo come in sabbie mobili fino alle caviglie e rischiano di affondare ancora, così con ampie bracciate veloci ricopro in parte l’area scavata e lancio un lungo lenzuolo bianco semi-attorcigliato, di cui tengo un'estremità, verso i due che l’afferrano e riusciamo a scivolare di lato mettendoci al sicuro ai piedi della collina mentre la sabbia sotterra fluidamente il sistema di canali. La collina si rimargina. Il segreto rimasto sotto è il viaggio nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: Condividere il segreto del viaggio nel tempo metterebbe in pericolo te e gli altri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;2&lt;/b&gt;: entro in un ristorante passando la selezione all’ingresso. Una volta dentro vado in bagno. Un attore famoso piscia agli orinatoi e mi metto accanto a lui. Confrontiamo e commentiamo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Seduto al tavolo mostro come ho il potere di far volare le cose di mano. Le faccio volare aiutandomi un poco sollevandole e spingendole da sotto con il palmo aperto della mano stessa, si staccano e salgono lentamente. A volte proprio non si staccano. Dimostro agli altri come faccio a farlo ma con scarso successo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: competizione di prestigio e potenza fra uomini, lui famoso per &lt;i&gt;recitare&lt;/i&gt;, io prossimo a viaggiare nel tempo, e primo stadio del potere del volare; gli altri non riescono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;3&lt;/b&gt;: mi trovo in cima al mio palazzo. Sono cosciente di poter volare in maniera larvale, di poter compiere grandi salti in discesa senza farmi male. La facciata del palazzo è terrazzata e non piatta. Salto giù dal cornicione, leggero di terrazzo in terrazzo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;4&lt;/b&gt;: in cima ad una stretta, erbosa stradina in pendenza tra palazzine. Buio tardo pomeriggio. Non so ancora volare del tutto. Salto in avanti e riesco con la mia intera volontà a planare senza toccare l’erba per moltissimi metri. Compio molti salti ed una volta arrivato in fondo alla via mi trovo in un cortile sempre ricoperto d’erba e sono pronto a tentare di volare senza usare la pendenza. Comincio a sbattere le braccia come ali e salgo nell’aria. Per la stanchezza lentamente riguadagno il suolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;5&lt;/b&gt;: sto volando per la città. Mi impegna con tutto il mio essere. Tutto me stesso è coinvolto ma non faccio l’azione di volare, è la mia mente che mi muove e man mano che volo provo a fare aggiustamenti. Ho qualche difficoltà nelle manovre e ad atterrare, a localizzarmi. Qualcuno mi vede anche se è notte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;6&lt;/b&gt;: posso volare in alto fino alle cime di alberi alti come sequoie, e lo faccio in un luminoso bosco di alberi altissimi. Due ragazze sono con me, ma a piedi. Riesco a volare liberamente e quando arrivo alle cime più alte loro non ci sono più. Volevo fargli vedere quanto e come volo in alto e dopo tanto attendere mi metto a cercarle. Le trovo nel caravan al margine del bosco, con un uomo. Gli dico di essere deluso che non mi abbiano visto e le convinco a venire a vedermi volare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;7&lt;/b&gt;: strano doppio sogno. Nella prima parte un ristorante vuoto ma apparecchiato che corre in un corridoio bianco con vetrate, ne respiro la calma in un lungo istante. Nella seconda parte aiuto due lesbiche nel tempo viaggiando nel tempo, avanti e indietro molte volte, risolvendo una complicata vicenda in una corsa rocambolesca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: boccata di pace prima di non avere più tempo libero: chi sa viaggiare nel tempo non ne ha.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;8&lt;/b&gt;: slitto su un pratone in pendenza poi raddrizzatomi mi metto a camminare e quasi arrivato in strada sento urla di ragazzi e ragazze provenienti dalla scuola di fianco. Stanno guardando in basso dalle finestre. Corro fino all’alta recinzione metallica a vedere cosa stanno osservando gli studenti urlanti e vedo giù nel cortile asfaltato della scuola, che è di qualche piano più in basso di dove mi trovo io, il corpo morto a faccia sotto di un’insegnante vestita di un abito nero, elegante, da sera. Arrivano colleghi e paramedici e la sollevano per portarla via e sembra già rigida; ne colgo il ghigno scoperto pieno di sangue e gli occhi sadici che sembrano ancora vivi per un attimo (sono vivi e il suo sguardo tagliente mi rimane dentro). Entro in quella scuola leggero e gioioso e mi muovo tra la tanta gente facilmente perché inosservato per via della gioia e chiedo di qualcosa ad un insegnante uomo, vestito di nero anche lui, mi dà una chiave e la porto con me fino ad un piano alto e anche se non sono dove forse cercavo di andare trovo un burocrate (del tempo) chino sul computer ad una scrivania ingombra. L’ambiente è lussuoso, in legno. Parliamo di non so cosa e alla fine gli parlo del mio mestiere come viaggiatore nel tempo, gli porgo uno dei miei biglietti da visita ma è quello sbagliato, così, dopo averne cercato uno giusto che non c’è nel portafogli, glielo scrivo a penna. Esco dalla stanza e cerco tra la tanta gente la segreteria, ritornato al pianoterra dove c’è anche il bar. Una signora mi dice che la segreteria è forse nella stanza A 11, ma al pianoterra non la trovo così inizio a risalire di piano in piano ... e poi il ricordo del sogno si affievolisce e ricordo solo di quella gioia e rotondità e facilità di movimento ma non riesco a ricordare bene quale fosse la materia insegnata nella scuola — il viaggio nel tempo — né il suo buffo nome elitario. Ricordo che la signora che mi ha indicato la segreteria mi dà anche la chiave per entrarci e che quando esco dalla scuola non so a chi riconsegnarla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: ho le chiavi, ma il &lt;i&gt;male&lt;/i&gt;, anche se per gli altri sembra soccombere, in realtà non muore, e io lo vedo. Se il male non può essere sconfitto, perché viaggiare nel tempo?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;9&lt;/b&gt;: io viaggio nel tempo. Un poliziotto tarchiato, con una faccia morbida, mi interroga nella saletta sulla morte di due donne, lui in piedi che incalza, io seduto. Chiarisco che “sono state uccise nel tempo ed i corpi che hanno trovato sono quelli di loro che hanno viaggiato nel tempo a ieri”, sono state cioè uccise nel loro viaggiare nel tempo, e che oggi le originali sono ancora vive.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Dopo sono in un bagno pubblico, male illuminato, deserto, umido, gocciolante di infiltrazioni e con piastrelle di vetro a mosaico verde scuro, forse all’interno della questura stessa, e invito il poliziotto, incredulo sul fatto che io abbia compiuto un viaggio nel tempo, di guardare mentre piscio nell’orinatoio come prova del mio aver viaggiato nel tempo (nel sogno è realmente una prova valida, l’unica che posso portare; credo sia il colore).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: questo complica molto le cose. Viaggiare nel tempo ti metterà nei guai con la &lt;i&gt;giustizia&lt;/i&gt; e cambierà il tuo metabolismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;10&lt;/b&gt;: sogno su gare delle macchine del tempo. Ci si sfidava virtualmente senza conoscersi, poi io e il mio copilota decidiamo di sfidare dal vero un avversario, ma quando questo si presenta all’appuntamento in strada è solo un adolescente, avrà la &lt;i&gt;patente&lt;/i&gt;? Le macchine erano auto-costruite. Limpida giornata in sobborghi residenziali come quelli americani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;11&lt;/b&gt;: un ragazzo è alle prese con una macchina del tempo in un laboratorio di fisica seduto su di uno sgabello al banco di lavoro. È ben vestito, con modi posati e ariosi di buona famiglia, poco ricettivo. Io sono seduto accanto a lui. La macchina è di forma sferica, di vetro, vuota, gira sull’asse verticale, con fori intorno alla circonferenza orizzontale in cui si inserisce una cannuccia di vetro e si parla attraverso essa. È una bolla di vetro di circa 40 cm d’altezza. Il ragazzo sta cercando di ottenere tempi diversi ma non riesce. Provo anche io e non riesco. Do un’occhiata al libretto delle istruzioni, che il ragazzo tiene aperto davanti a sé ma ignora, e leggo che per ottenere un tempo diverso bisogna pronunciare la frase “un tempo diverso” nella cannuccia inserita in uno dei fori e poi qualsiasi altra cosa detta per un po’ viene fuori nel tempo diverso, parlando sempre nella sfera. (Io non ho idea quale sia il tempo diverso.) Finito di parlarci dentro, di ritorno, ho una collaterale sincronicità rabbrividente con il presente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: stai attento alle alterazioni e a non far divergere i tempi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;12&lt;/b&gt;: locale notturno con diversi ambienti. Alcuni di questi ambienti sembrano cupe sale espositive. In una sala c’è un essere sospeso, composto di tre uomini dagli arti monchi. Non si vedono le teste e sono tenuti insieme con fasciature che li ricoprono quasi interamente. Sono vivi ma non si muovono. Suggerisce un’orribile mutazione ripugnante causata dall’aver viaggiato nel tempo: il nuovo Vitello D’Oro. Ne rimango scioccato. Qualcuno mi dice dietro l’orecchio con voce suadente: “C’è a chi piace così”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: stai attento a non creare &lt;i&gt;mostri&lt;/i&gt; viaggiando nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;13&lt;/b&gt;: è notte in una strada di città. Una suora ed un uomo seduti ad un piccolo banco di scuola. Prendo posto davanti a loro. I due affermano di essere viaggiatori del tempo. Dico che lo sono pure io, e capace, molto capace. Vedo dai loro occhi duri, impauriti ed invidiosi, che hanno capito chi sono, ma non pronunciano il nome. La suora mi divina il carattere con qualche sistema e quando mi dice tu sei così e così io dico che è corretto ma per alcune cose sono diverso, ma lei dice che non è possibile, io dico che invece lo è.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;14&lt;/b&gt;: gara di ciclismo clandestina su strada in una zona a ridosso del mare. Folta macchia mediterranea e strada piena di curve senza guardrail. Asfalto danneggiato. Salite e discese. Un partecipante sui cinquanta con una rada barba bianca su guance scavate, asciutto come un maratoneta (uno stanco e prosciugato viaggiatore nel tempo avversario), dopo aver schivati e sorpassati senza aver prestato aiuto un ciclista caduto rovinosamente e la sua bici, esce fuori strada imboscandosi nei cespugli e rimane sospeso abbracciato dalle piante col vuoto sotto di lui e chiama aiuto. Nessuno lo sente, ha poca voce ed energia. Nel sogno sono nel suo corpo ma so di non essere lui. Registro quello che gli accade dall’interno e non ho paura. L’aiuto arriva e lo si vede poi seduto sul tavolo metallico del pronto soccorso, con una gamba fasciata distesa; non sono più dentro di lui. Un politico/giornalista gli chiede se sia sempre convinto che gareggiare su quella maledetta strada pericolosa, isolata e poco frequentata, sia buona consuetudine. Io intervengo prendendo le parti del giornalista facendo esempi: “Immagini che qualcuno cada nei cespugli con la bicicletta dritto per dritto e non ci sia nessuno nei paraggi in quell’istante, forse morirebbe”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;15&lt;/b&gt;: sono con il mio copilota in un albergo di cui stanno ricostruendo una parte. In ascensore gli dico di salire fino all’undicesimo piano — noi abbiamo la camera al decimo — per dirigerci alla stazione operativa uscendo dal ristorante. Questo ristorante è su due livelli divisi da tre gradini e dà direttamente sulla strada. Esco dall’ascensore avviandomi verso l’uscita senza guardarmi indietro e una volta sulla strada buia mi volto e lui non c’è. Aspetto di vederlo emergere netto dalla gente in piedi tra l’ascensore e l’uscita ma non ne esce. Guardo dai finestroni, tutti figli di papà e gente importante che mangiano, per cercarlo. Mi sembra anche di riconoscere un giovane attore famoso ad una lunga tavolata. Passati venti minuti decido di entrare e chiedere al capocameriere, vestito di jeans e maglione verde marcio con losanghe colorate alcune delle quali di pelle scamosciata, se l’abbia visto. Dapprima fa un sorriso ebete e rivolge gli occhi al soffitto e non mi crede giudicandomi per i vestiti da straccione che porto, rispetto ai clienti, poi spiego che abbiamo una stanza nell’albergo sotto il loro ristorante, ma discorrendo mi rendo conto che non ho bisogno del mio copilota. Non ho più bisogno di una &lt;i&gt;pseudo-guida&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;16&lt;/b&gt;: il mio avversario di sempre ammette in coperto tono di sfida: “Non devi giocare ad essere un viaggiatore nel tempo, tu sei &lt;i&gt;il&lt;/i&gt; viaggiatore nel tempo”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nota: mio Dio, si ricomincia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7813291717389138-254300133862276367?l=brevi-storie-di-ethan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/254300133862276367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/254300133862276367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/2009/11/home-guide-to-natural-time-travel.html' title='Home Guide To Natural Time-Travel'/><author><name>Ethan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7813291717389138.post-4924726702013278770</id><published>2009-11-01T15:43:00.005+01:00</published><updated>2011-08-26T15:07:24.968+02:00</updated><title type='text'>I Ragazzi Della Pelle Scolorita</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il luogotenente Darten stava emergendo dal sonno molto in anticipo quella mattina. Il suo leggero nervosismo lo seccava più di quel brusco risveglio e stava dando delle noie anche a Ella, sua moglie, che cercava di riprendere sonno accanto a lui. Lei si era girata, lo aveva guardato storto e assonnata e gli aveva detto: “dormi, vedrai, non sarà nulla”, poi si era girata di nuovo tirando la coperta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten di malavoglia si vide costretto ad abbandonare il letto e si diresse in cucina. Si sedette al tavolo con la testa tra le mani rimuginando, cercando di schiarirsi le idee sfregandosele sui capelli molto corti. “Caffè” disse rivolto ad una direzione non ben precisa augurandosi che l’aver alzato la testa quel poco sarebbe bastato all’antenna della macchina del caffè per captare la sua richiesta. La macchina si mise in moto e qualche minuto dopo Darten stava sorseggiando la bevanda calda davanti alle carte sulla sua scrivania, nell’angolo studio del soggiorno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sarebbe stato molto difficile scegliere tra tutti i candidati presentatisi alle selezioni la persona adatta per il posto che stava per lasciare vacante. Decise di non pensarci ancora e si avviò al bagno dove si dette un’ottima pulizia personale. Si rasò il viso con maggiore cautela del solito fermandosi a fare facce strane per maggiore controllo della lametta. Generalmente procedeva a memoria, come ad occhi chiusi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La sera prima chiudendo le tende della camera da letto aveva visto che le luci al di fuori stavano diventando fosche. La temperatura era già scesa nei giorni precedenti ed ora l’umidità si faceva sentire nelle sue articolazioni di trentaseienne. Le mani gli dolevano più del resto ed aveva speso senza successo tutto il tardo pomeriggio di ieri per negozi a cercare un paio di guanti nuovi, ma aperti sulle falangi, che gli permettessero i movimenti sulla tastiera del computer. Ora che aveva tempo da usare andò a cercare all’ingresso un paio di vecchi guanti e con le forbici da cucina tagliò via le cime delle dita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Fece colazione e ne lasciò pronta per la moglie, chiamò un robotaxi e lasciò casa alle 6 e 30.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Buon giorno Signor Darten. Qual è la sua destinazione?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La voce standard del mezzo automatico non aveva mai incontrato la sua simpatia, specie ora che era seccato, ma il luogotenente obbedì alla richiesta: “Aeroporto Price... arrivi scali nazionali... grazie”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;All’arrivo passò la sua carta di credito nella fessura dello sportello posteriore, la voce ringraziò e lui uscì. L’aria era ancora nebbiosa e più fredda di quando aveva lasciato casa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Tirò fuori dal taschino l’orologio con noia, dando un veloce sguardo vuoto al quadrante. Sapeva già di essere in largo anticipo. I dolori alle mani non lo avevano ancora lasciato. Andò a riscaldarsi al bar interno, passati i divani di lattice della enorme sala e si sedette ad un tavolino libero non sparecchiato togliendosi i guanti. La cameriera arrivò di corsa raccogliendo le stoviglie sporche automaticamente mentre ascoltava le sue scelte: “un caffè nero in tazza grande e una tartina alle mele”. La cameriera sbilanciò il corpo per non far cadere la pila appoggiata allo stomaco e retta dalla mano sinistra, e con l’altra mano spinse tre pulsanti sul registro che teneva alla cintura. Darten passò la carta di credito nello stesso registro, strappò lo scontrino e ringraziò la ragazza. La sua seconda colazione fu servita dall’unità robotica d’ausilio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;All’ultimo sorso di caffè tirò fuori la scatola del tabacco, le spugne e le cartine, fabbricò una liscia sigaretta e si alzò per fumarla nella zona fumatori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Controllò il tabellone degli arrivi e confrontò il codice del volo con l’appunto che teneva in tasca. L’aereo era previsto puntuale. Era da anni che Darten non vedeva il suo migliore amico d’infanzia, le loro strade avevano preso direzioni diverse. Lui si era laureato e preso un dottorato in medicina ricostruttiva, si era sposato ed era venuto a vivere in questa città. Cary era rimasto nella lontana periferia della loro città natale sull’altro versante della nazione ed era rimasto celibe. Era entrato a far parte di una comunità di matematici del caos che facevano uso di lsd per cercare di trascrivere le numerose e complesse leggi della teoria del caos su carta. La comunità non era ben vista ma tollerata visti gli interessi delle maggiori corporazioni produttrici di congegni computistici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten sapeva che le aspettative di vita e di sanità mentale in quel lavoro erano molto basse e aveva cercato di persuadere Cary diverse volte di stabilizzarsi altrove, di trovare un altro lavoro e di mettere su famiglia. Sempre con scarso successo in telefonate lunghissime. Cary lamentava sempre una dipendenza maggiore agli antidepressivi ma era deciso a non mollare le sue ricerche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questa volta era stato proprio lui a chiamare Darten e a chiedere ospitalità. Aveva scherzato dicendo che aveva necessità di asilo politico, di doversi proprio allontanare dalla sua routine circolare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Non era tutto. Darten aveva anche ricevuto una lettera scritta a mano in cui Cary accennava che necessitava aiuto per delle indagini che stava portando avanti parallelamente al lavoro, nel suo tempo libero, e che avrebbe condiviso la natura di queste solo con lui, e solo di persona.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il volto di Cary era cambiato molto. Aveva perso peso e aveva lineamenti scavati. Le borse sotto gli occhi più scure. I suoi occhi azzurri con le solite pupille dilatate dalla chimica ed affamati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si strinsero la mano guardandosi dritto e Darten posò con calore l’altra mano sulla stretta. Si abbracciarono e non fecero parola fino a che si sedettero nello stesso bar in cui Darten aveva atteso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Sono felice...”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Sono felice anche io Stuart”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La cameriera era già arrivata e ordinarono velocemente. “Lascia, offro io” Darten passò di nuovo la carta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Non è buffo Cary? Io mi sono licenziato e tu mi hai chiamato per...”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Come ai vecchi tempi”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Credevo che fosse finita, invece il tempo ha giocato con noi, una volta ancora”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Non eri tu che non credevi alle nostre coincidenze!?” un intimo sorriso ironico e occhi dolci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Era da così tanto tempo che avevo quasi dimenticato”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Finirono le loro fette di torta alla ciliegia mugugnando di tanto in tanto un commento di apprezzamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Fumi ancora?” chiese Cary.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten tirò fuori la sua scatola e gliela mostrò con divertita amarezza ed un altro sguardo di intima intesa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Stettero in piedi a fumare le sigarette accanto all’alto bancone con un posacenere metallico tra loro, tardando di entrare nel merito di questa visita, e della lettera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Ella sarà felice di vederti”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;In casa, Cary posò la sua grande valigia morbida di fianco al divano è studiò la stanza, cercando di capire se il suo amico fosse poi cambiato con gli anni. L’arredamento era sicuramente anche secondo il gusto della moglie ma distingueva elementi noti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten si era già diretto in cucina e ordinò alla macchina due caffè lunghi, attraversò il soggiorno e colse dal portacarte la lettera vaga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Ti ricordi la nostra vecchia passione?” disse Cary con emozione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Era tanto tempo fa, ed eravamo giovani”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Non parlo della nostra intimità... mi riferisco al nostro desiderio di viaggiare nel tempo”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Sì. Ci penso spesso. Specie quando sono giù”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Cary sorrise finché Darten capì di doversi girare e leggere la sua faccia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il padrone di casa si diresse a raccogliere le due tazze pronte con l’entusiasmo che montava in lui, chiedendosi se fosse giustificato ancor prima di aver ascoltato altro. Pensò nuovamente alla coincidenza e alla sua voglia di dimettersi d’impulso. Porse al suo amico il caffè con placido calore e passarono molto tempo così, allentati sulle poltrone, senza emettere suono, con gli occhi pieni di speranza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Cary si accomodò nella stanza degli ospiti. Disfece la valigia aperta sul letto tirandone fuori due libri, i suoi quaderni, le camicie a quadri, poggiando tutto sulla scrivania signorile che occupava la stanza. Ottima scrivania di legno massello. Liberò il letto e sonnecchiò per qualche ora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Al risveglio del sonno leggero organizzò di nuovo mentalmente gli argomenti che avrebbe trattato davanti ai suoi due ospiti, stiracchiandosi sereno. Il primo problema che si sarebbe dovuto affrontare era il denaro. La sua ricerca, la loro, necessitava di fondi, e molto probabilmente ne sarebbero stati necessari ulteriori in pochi mesi. Non si poteva cercare di farla finanziare da società o enti poiché la ricerca era privata. Avrebbe mostrato a Stuart i suoi appunti, gli avrebbe raccontato come era arrivata l’idea, le sue piccole illuminazioni che avevano fatto luce sulla serie di dati caotici che da mesi intasavano la sua mente. Si rizzò a sedere sul margine del letto poggiando le mani sulle ginocchia, poi si alzò e si dette una sciacquata fredda prima di raggiungere Darten, che sedeva davanti alle sue carte in soggiorno, con due bicchieri ampi e la bottiglia di scotch già pronti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Svitò il tappo. “Solo un dito per l’occasione”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Per l’occasione”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Fecero una lunga pausa consapevole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Ella tornerà intorno alle cinque. Ha un lavoro fisso. Una carica stabile. Potremmo fare un salto ad una tavola calda per pranzare... e per parlare”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Stuart. Hai mai sentito parlare di DIY-Clone?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Parli dei magazzini all’ingrosso, quelli che vendono kit per la clonazione di bestiame agli allevatori?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Già. Ho tenuto uno di quei kit in casa mia. Ci ho giocato per mesi. Sono anche entrato nel suo cervello e l’ho riprogrammato”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Queste macchine erano state costruite dopo che i bovini avevano perso la capacità di riprodursi per essere stati impigriti dai bisogni umani e dal loro maltrattamento. Le femmine avevano semplicemente smesso di fare quello che dovevano fare e con esso la produzione di latte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Non è un crimine smontare uno di quei kit?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sapevano tutti e due che era proibito per legge intervenire su qualsiasi bio-computer, e che ogni riparazione veniva effettuata solo nelle officine di stato specializzate. Lo stato deteneva i diritti sulle catene del dna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il viso di Cary si fece serio ed esitò brevemente. “Ma non è questo il punto. Come ti dicevo l’ho smontato e l’ho visto dentro. Ho sostituito il gene nella sua memoria con quello umano. Non mi sono spinto oltre. Non ho innescato la vita”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten ascoltava con attenzione ad occhi bassi mentre faceva un boccone di una fetta di pancetta, sapeva che doveva far terminare il racconto a Cary prima di esibire qualsiasi reazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Nel kit forniscono un numero di incubatrici dove far crescere i cloni ancora nello stato embrionale. Ho modificato anche una di quelle”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Cary smise di esporre senza dispetto, sapendo che Darten amava, ancor più della conversazione, l’avere il tempo per arrivare a trovare la strada per conto suo, unire i punti in silenzio e poi chiedere se le sue conclusioni erano le sue stesse. Questo almeno era il Darten che ricordava. Consumato il pasto, Cary raggiunse il fondo del locale, pagò, e tornò al tavolo con due tazze di caffè, e l’amico era ancora assorto e stimolato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Stavano tornando a casa a piedi fumando. C’era vento freddo ma erano ben coperti. Le facce allegre ma leggermente spente da un tono di perplessità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Come credi di poterti procurare un’altra di quelle macchine senza allertare le forze dell’ordine?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Non ne abbiamo bisogno. Possiamo costruire qualcosa di simile e altrettanto funzionale. Ho buttato giù qualche idea”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Stavano girando un angolo quando Darten disse con profondità: “la tua idea è di saltare nell’incubatrice, non è vero!?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Nessuno dei due aggiunse altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La rimessa già usata come magazzino era un locale capace di contenere due automobili e gli arnesi di casa. Spostarono tutto nel capanno del giardino e parcheggiarono a spinta la vecchia macchina sulla strada. Cary disse: “Questa va aggiustata... ci servirà per esperimenti preliminari”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten e moglie non facevano più uso di veicoli personali da anni e non avevano mai sentito il bisogno di far correggere quello che non andava nel motore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Finito lo sgombro passarono finalmente alla visione degli schizzi e degli appunti di Cary, poggiati sul banco appena ripulito. I modelli disegnati contavano quelli di incubatrici con modifiche. Altre idee prevedevano la costruzione di amnios e placente e poi ancora vasche di deprivazione sensoriale di diversi tipi. Il concetto base era semplicemente di potenziare elettronicamente e magneticamente quello che in natura funzionava come contenitore utile al cambiamento repentino della gravidanza. Serviva un congegno che permettesse di regolare i tempi, la destinazione e quindi sovraesporre un uomo al campo magnetico prodotto in questo processo biologico. Se l’incubatrice poteva portare indietro nel tempo, riportando un adulto al tempo del suo essere feto, forse avrebbero trovato anche il modo di provocare un salto in avanti. In entrambe i casi abbattendo il tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Mi convince... ora servono soldi”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Un robotaxi sostò davanti alla casa da cui scese Ella. Biondi capelli lisci, occhiali dalla montatura esile, guardava speranzosa in direzione di Cary mentre attraversava l’aiuola di prato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Finalmente ho il piacere di conoscere l’unico uomo con cui mio marito è andato a letto!”, sorridente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“E io l’unica donna!”, doppiamente sorridente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Si strinsero la mano scrutandosi negli occhi ancora meglio che dalla distanza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Ella aggiunse alla fine: “Datemi mezz’ora e la cena sarà pronta e avremmo modo di approfondirci”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten e Cary si rituffarono brevemente all’ideazione della macchina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten suggerì seccamente di tentare inizialmente con l’incubatrice. La più fattibile ed economica rispetto alle altre soluzioni. “Questi primi soldi li ho io. Più avanti troveremo una soluzione per averne altri”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Due giorni e l’automobile era tornata in vita con un’operazione a cuore aperto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Forza, andiamo Stuart!”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Dove hai intenzione di portarmi?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Sali e basta. Capirai strada facendo”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Presero la strada maestra del quartiere, poi la tangenziale, poi la superstrada in direzione qualunque. La strada doveva essere il più rettilinea possibile e il traffico scarso per far funzionare al meglio la lezione che Cary stava mettendo in scena. Una volta stabilizzatasi la velocità di crociera Cary chiese mezz’ora di silenzio... Scadde.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Cosa provi?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Riguardo a cosa?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Dello stare in macchina. Del viaggiare in macchina”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Sono rilassato”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Puoi essere più specifico!?”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Darten disattese la risposta veloce tornando a zittirsi per un’altra mezz’ora buona. Alché mise la mano sulla spalla di Cary dicendo: “Ho capito. Possiamo tornare &lt;i&gt;indietro&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Cary afferrò il doppio senso che Darten aveva utilizzato e imboccò la prima uscita per invertire il senso di marcia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“L’automobile in moto innesca due forze opposte su corpo e mente. Sostanzialmente è una gabbia che accoglie i passeggeri. L’ideale impenetrabilità ed impermeabilità che caratterizzano l’abitacolo ricordano una sacca amniotica. Queste somiglianze provocano l’andare indietro nel tempo... facci caso: ricordi, nostalgie, intimità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Che corra su quattro ruote gli permette di andare in avanti nello spazio a grande velocità. Così abbiamo indietro nel tempo e avanti nello spazio. Non molto dissimile da un’incubatrice in moto... Questo è come sono riuscito a intuire che questo fenomeno è da esagerare e che avrei dovuto continuare su questa strada.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Ci serve di montare un’incubatrice racchiusa in una in una vasca piena d’acqua. Le acque attutiranno l’esterno e isoleranno il viaggiatore. Quindi una capsula racchiusa in una cisterna piena d’acqua... il corpo deve rimanere all’asciutto”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Arrivati davanti casa e smontati, uno strano sibilo acuto nella testa dice loro delle cose che li blocca. Riconoscono che è telepatia: è la grande Madre che li chiama indietro. Darten e Cary sono obbligati ad abbandonare la scena e devono far di tutto per raggiungere la comunità dei Ragazzi della Pelle Scolorita. La loro ora è arrivata:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Imbolsiti e decadenti, stolti, debolmente dissennati, inorridenti, labili, scipiti, incapaci di riscattarsi, di crescere e di vedere con i propri occhi — è questa la comunità della pelle scolorita — e sono tra noi —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La linfa di alberi raccolta come pasta biologica versata in stampi e lasciata indurire — lo stomaco formato — i ragazzi copia ringhiano e ululano per la loro stessa nascita con il vento che urla parole precisamente dette provocando effetti di certo voluti — sussurrante battito del cuore — sentirsi a disagio — foschia mattutina, mattina fosca, luce azzurra — corpi con carne lattiginosa e di rosa albino che crescono su ossa tenere flessibili imbozzolati sugli alberi — il nido ha bozzoli e placente abitativi — il tempo si ferma, la carne si sbiadisce poco a poco, il pulsare del cuore rallenta pulsando insieme al respiro — il ragazzo foglia rosa che introduce è trasparente come una foglia attraversata dalla luce — guarda remissivo ed acquido per trascinarti dentro —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Contorsione di occhi rosa verdi viola rossi oro quelli verdi ad esempio di un verde tenue e limpido di colore pieno senza sfumature e pupille liquide e nere come petrolio vivo — il tutto stropicciato e invecchiato ma senza tempo, loro in abiti confortevoli tenuti insieme da stringhe — i ragazzi si accumulano insieme in convivi notturni di linfa — vedono crescere la vita che procede senza soste — calore soffice, sagomato — l’essenza della linfa dell’albero madre — le celle sono sostenute unicamente da corde di carne che sono progressiva evoluzione raffinata su un legno molto duro — spazio che procede esponenzialmente — tutti sono coinvolti nella crescita, vite pluridecennali mischiate ad impurità, la loro umanità ridotta — comunicano a gesti — convenienti strani cambiamenti — un sistema organico di bozzoli e placente adibiti a locali che contengono fino a nove ragazzi — i ragazzi raccolgono velocemente qualsiasi lingua parlata e tutto quello di cui hanno bisogno alla fine sono gesti e sguardi e vibrazioni che emettono e trasmettono — ogni nuovo compagno che si unisce viene spogliato di parola e proprio stile e metabolizzato nella comunità con cerimonie in cui si riduce il suo respiro al ritmo verde — ogni gemito incancrenito all’interno della gola della sua vita prima di qui e fastidi pruriginosi come parole non dette vengono ridotti a pace e continuità energetica — le iridi prima illeggibili divengono dischi colorati con tracce che sono messaggi di riconoscimento e rango occupato nel villaggio — i ragazzi foglia e i ragazzi feto con paramenti di una bellezza abbacinante e ammantati di tetro formalismo alla fine della cerimonia con frutti sbucciati, le stesse bucce, bacche e steli di erbe, pigne vengono cosparsi sul suo corpo supino e nudo — gli altri ragazzi accendono i loro occhi e la luce rosa rossa viola verde gialla accende la membrana del locale cerimoniale — nell’aria spessa, pesantemente ipnotica, ha il suo ultimo orgasmo e rimane vuoto — spruzza fuori a lungo — pronuncia insistenti mugolii oziosi con sottile respiro catarroso — steso in languida immobilità nell’involucro di sottile membrana verde diafana — la mente madre lo corrompe, lo pervade, lo domina — esce snello, lento e rosa assaporando la nuova aria: non è come perdere la nozione del tempo, piuttosto è tempo allo stato puro — il tempo chiaro e penetrante —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;L’unica cosa è che di legge non hanno bisogno perché non c’è niente da ordinare — è semplicemente impossibile data la loro struttura — tutto alla fine si reinserisce, si riimmette in circolo obbligato ma non spiacevole — ragazzi germoglio e ragazzi feto aspettano con la luna il ritorno alla normalità — è difficile e diverso —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;I rapporti intimi sono mutualismi privi di contatto fisico rintanandosi nei bozzoli o placente più esterni — esercizi che servono a riconfigurare energicamente le zone limitrofe oltrepassato il raggio della telepatia della comunità emesso dalla madre — ogni angolo morto di spazio che non si riesce a riconfigurare rimane inabitabile e viene isolato rigido e fermo —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La mente centrale è il punto di riferimento — impedisce telepaticamente l’allontanamento di ogni ragazzo — nulla può ridurne il raggio di portata — il cervello centrale della mente madre è una creatura muta fatta di sostanze di occhio il bianco vitreo e iridato confusamente opalescente e iridescente — è una creatura morbida priva di forma, bulbosa e attraente, fatta di malvagi occhi sognanti dalla meschina telepatia suadente — occhi intensi che tutti hanno voglia di guardare; non offrono la realtà di uno sguardo diretto ma l’illusione di un sogno rasserenante —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Tutto è portato avanti con l’utilizzo delle placente e dei bozzoli e con l’alternare il salto prima nell’una poi nell’altro come bagni in acqua calda fredda calda nello svolgere le azioni normali della giornata — è una maniera per &lt;i&gt;crescere&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;maturare&lt;/i&gt; e per allenarsi al viaggio nel tempo — temperare la mente e temprare il corpo da schemi mentali e comportamentali in precedenza sviluppati — cadetti di una nuova razza che trasmigrerà in una nuova terra lontana nel tempo — come abituare il corpo a repentine inversioni di marcia e allo stimolo della crescita — ogni notte sudano come avessero la febbre — il tanto caldo li fa stare tutti nudi dentro ma nessuno ci fa caso — le occasionali erezioni sono snobbate come fastidi passeggeri privi di importanza all’obiettivo finale — la coltivazione delle &lt;i&gt;capacità&lt;/i&gt; psichiche è molto più eccitante di qualsiasi forma — hanno movimenti esigui senza sprechi — e persino l’alimentazione è tollerata con fastidio e viene progressivamente ridotta all’assunzione di linfa colata dall’albero su cui si trova la mente madre — ipoteticamente lo stomaco si atrofizza e si svuota degli acidi — questa linfa è d’immediata assimilazione predigerita dalla mente madre —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;È proibito scrivere o segnare simboli perché una volta che il viaggio sarà compiuto non dovranno rimanere tracce di linguaggio di nessuna specie — quello che rimarrà sarà solo uno sguardo sospeso nell’aria incorporeo, di spazio collassato — in una società al suo termine biologico i ragazzi che raggiungono per essere annessi a questa comunità vengono scozzati e strofinati, il loro corpo, e messi davanti alla presenza della mente madre e giudicati — un seme da ingoiare sviluppa una membrana che crescerà fino ad essere placenta o bozzolo poi espulso — il prodotto viene dispiegato e fermato con tiranti di carne dai ragazzi copia — i legacci temporali vengono allentati di quel tanto che possa permettere spazio per la rincorsa e ottenere spinta al viaggio nel tempo — salgono e scendono dalle celle con invidiabile noncuranza, a fare lancio — il tempo è dilatato e una finestra è aperta —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;L’aria è secca e calda e nelle celle è umida e calda — fuori calda immobile e opprimente come prima di un terremoto, dentro un caldo che smuove ed accelera come in metamorfosi — una situazione ad alto rischio di infezioni e massicce setticemie anche per un solo piccolo graffio — ma la telepatia della madre tiene tutti i batteri e i virus fuori dal posto — l’albero madre è alto quaranta metri e ha rami solidissimi di legno pregiato — le radici che si estendono per cento metri circa danno origine ad altri tronchi di dimensioni minori ma con rami similmente robusti — l’unico accesso dal suolo è una fune con due nodi che viene calata —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;I ragazzi sono chiamati fino a qui dalla viscida seduzione telepatica, un’influenza perniciosa che li trascina in un vorace circolo vizioso da parte della madre che ha bisogno di continuare a vivere — in qualche tempo e in qualche luogo — perché oramai nel tempo presente le cose si sono messe male — per lei e i suoi figli — alcuni dei quali vengono chiamati fino a qui per preparare il lancio — congedati dalla vita, dal danno che è stato fatto — ora la madre gestisce le loro vite che riutilizzerà poi — i ragazzi copia che fiancheggiano gli altri ragazzi sono formati per eseguire operazioni tecniche e sono scampoli della mente madre — il raggio della sua telepatia finiva in/con una barriera tenera — finalmente il suo logorante e potente stillicidio di controllo mentale mediante un lavaggio mentale costante e perpetuo che ha origine nella notte dei tempi ha finito per avere effetto facendo presa — mutismo indotto nella loro comunità simultaneista — atemporalità asservita all’inganno —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Come per un metallo che bisogna liquefare per renderlo trattabile così il tempo ha bisogno di essere smosso nei due sensi prima di poterlo manipolare — perché sì può essere duttile e malleabile in molte maniere — ma per ottenere esattamente quello che si vuole bisogna liquefarlo cioè sfibrarlo con i salti nelle celle — i ragazzi e il villaggio diventano sfocati e poi invisibili quando il loro tempo diviene smosso occultandosi con il tremolio di una giornata particolarmente afosa, vivendo di fatto in una colossale menzogna —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La mente madre è anche fonte del tempo distorto che piega le menti e sovraccarica — anomalo complesso — ricorda la nebbia calda, la fonte del tempo — sogni ricorrenti fiancheggiano la veglia — in stato di sogno internamente — per la malattia del tempo bisogna scappare dal tempo di oggi — nebbia sul terreno — tempo malato che necessita di correzioni per riprendere il proprio corretto corso — per dirla tutta è invertito — la nobile lungimiranza è persa e la semplice previdenza non è possibile — viziosi atterriti —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il concetto base era semplicemente di potenziare energicamente e magneticamente tutto quello che in natura funziona come contenitore utile al cambiamento repentino, come in metamorfosi — serviva di regolare i tempi, la destinazione e quindi sovraesporre un uomo ai campi magnetici prodotti in questi processi biologici — se la placenta poteva portare indietro nel tempo riportando un adulto al tempo del suo essere feto, il bozzolo avrebbe provocato un salto in avanti — in entrambe i casi abbattendo i tempi della normale crescita — nella costrizione degli involucri i tempi biologici sembravano accelerati, sospendendo il corso consueto del tempo — non contavano sul fatto di riuscire, realizzare delle macchine temporali — non erano scettici, tanto meno prevenuti — ma c’è sempre qualcosa — pensavano — che non è chiaro e che non torna nei resoconti di viaggi nel tempo, nel viaggio in sé e nella tecnologia che lo permette — e oltretutto non hanno scoperto il principio fisico che ne è alla base — hanno solo messo insieme due macchine che utilizzano quel principio grazie alle indicazioni della mente madre e riescono a farle funzionare alla maniera che gli si dice, o quasi, con la stessa sensazione che si ha quando si mette alla prova la legge di gravità lasciando cadere a terra un sasso — è solo ovvio e banale — e una formula scritta non cambierebbe le cose — le celle sono in realtà macchine del tempo — nel bozzolo maturano se stessi in forme adulte, nella placenta tornano ad essere feto — le placente li metamorfosa in feti, i bozzoli li metamorfizza in adulti — avanti e indietro continuativamente, divaricando il tempo —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;I ragazzi della pelle scolorita sfumano nel tempo — una protezione avvolge i ragazzi — hanno occhi clinici e avidi che pulsano alibi per le loro azioni — fusi nella collettività sono organizzati per affinità e cronologia — hanno corpi poveri — vivono nel torpore semi-vegetativo e tra strofinii molli — piantano in asso il resto vinti dall’orgiastica comunione mentale — acquiescenti al volere della mente madre — ordine imposto cui non c’è possibilità di ribellione —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Aria densa in strati — ragazzi schivi e mesti dacché svanenti nel tempo, e oltremodo gentili, dei sobillatori — è un processo lento e cumulativo — l’uomo di fatto non sta evolvendo, sta tornando indietro — la loro è una stasi con un’ampiezza, in cui potersi muovere — nessuno ha idea di smontare l’intera macchina poiché ognuno è parte integrante di essa e il suo meccanismo interno è tabù e non ci si deve mettere mano — non ci sono ripensamenti e i loro comportamenti aggressivi sono smorzati — è visto come paradosso spazio-temporale, una svolta entropica malvista — mimetizzarsi con il tempo al suo interno — bracci maggiori e bracci minori degli alberi sorreggono le celle — le linee d’espressione dei loro volti rimangono inutilizzate e si muovono solo per meccanismi corporei — questa cosa non deve accadere — mostrare la propria teoria — per entrare nel campo si attraversa un’onda d’urto mentale — una volta che il tempo è esaurito si spostano; lo chiamano il lasso di tempo — i ragazzi sono spostati di mente — qui sono come ubbidienti e disciplinati — ben presto le gonadi diventano come inservibili — è come se la vita scattasse in automatico — l’esterno coriaceo e spinato delle celle — carne con trasparenza di una profondità autoptica — perdita della libido — i ragazzi della pelle scolorita tutti passano all’altro versante tronfi di un’auto-stima che attanaglia la mente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 15.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7813291717389138-4924726702013278770?l=brevi-storie-di-ethan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/4924726702013278770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/4924726702013278770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/2009/11/i-ragazzi-della-pelle-scolorita.html' title='I Ragazzi Della Pelle Scolorita'/><author><name>Ethan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7813291717389138.post-4311606314740784860</id><published>2009-11-01T12:46:00.002+01:00</published><updated>2010-07-21T23:27:11.321+02:00</updated><title type='text'>La Malattia Del Tempo</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;Il Raggiro Occidentale. La Spirale Due. Bill. La Sottile Linea Nigra. La Malattia Del Tempo.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;(Omaggio a William S. Burroughs sulla traccia stilistica del suo capitolo “Il Raggiro Maya”).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Bill riferisce sulla genesi maschile e sulla sua missione in incognito come agente della Polizia del Tempo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Un genetista ateo e apolide ha dichiarato azzardatamente: “Partoriremo non solo noi uomini ma un giorno la gravidanza umana sarà anche delegata ad altri mammiferi compatibili di dimensioni adatte”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Sono di ritorno da laboratori coperti dalla massima segretezza e sono qui a testimoniare cosa i miei occhi provati hanno visto. E come queste gravidanze maschili sono eseguite — è una tecnica malsana, abominevole, satanica, è la pietra miliare del punto di non ritorno e fare ostaggi non porterà a nulla. Solamente uomini dalla mente malata possono ingaggiarvisi, ma idealmente coinvolge ognuno di voi, ognuno che indulga nella debolezza. Parlo a te. —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Per primo mi inserii sotto copertura negli uffici scavalcando le loro serrature magiche vagliando documenti e rapporti e appuntandone dettagliatamente sul mio blocco-note. Riassumendo i documenti (decodificando e ricodificando per far uscire le notizie) emersero notizie occulte ed indicazioni subliminali su quanto lontano si spingessero tali operazioni sperimentali. Ora infrazioni deontologiche ed etica mandata al macero riemersero denunciando se stesse. Mi ostinai caparbiamente nella raccolta di queste informazioni spingendomi ad esaminare anche i rapporti con le più vecchie date. Rimasi per mesi nelle vesti di addetto alle pulizie e spazzolai ogni archivio forzando quelli sotto chiave. Ogni terminale non fece eccezione. Per le telecamere di video-sorveglianza a circuito chiuso mi riuscì di mandare segmenti di filmati neutri in passaggio continuo con un congegno di ultima concezione fornitomi come parte della dotazione standard dalla mia sezione per agenti sotto copertura. I vuoti che sostituivano me che rovistavo passarono inosservati. Riuscivo a strappare mezz’ora di tempo alle faccende di pulitura per le mie operazioni spionistiche ogni giorno. Mi occupavo della carta straccia nel ripostiglio prima del cambio. Mi licenziai in tronco una settimana dopo aver smesso di rovistare per essere sicuro di aver cancellato ogni traccia che destasse sospetti e che altri eventuali sospetti non ricadessero sul mio sostituto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il passo seguente si svolse nelle sale di una piccola clinica dove venivano perpetrati aborti clandestini appartenente ad un medico che fu messo alle strette dalla mia sezione tempo prima ed ora che era un collaborazionista la clinica era divenuta un centro di monitoraggio della piaga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;La comunicazione materna con il feto non è stata decifrata ma siamo al corrente che questi messaggi interessano parti della coscienza come sottotracce al normale pensare. Sono lì ma non riusciamo a leggerli. È stato anche scoperto che pure il feto ha molto da dire ed utilizza questi canali passivamente; è la madre difatti che raccoglie queste frequenze rimanendone influenzata. Si suppone che questi scambi di messaggi si riferiscano soprattutto alle impronte che il nascituro porta con sé dalle vite precedenti e che rientrino in uno spettro che spazia dall’empatia alla telepatia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Una placenta bio-sintetica o meglio una sacca amniotica con placenta fu installata all’interno di un telaio di acciaio chirurgico in tre dimensioni. Quando calibrai la placenta e integrai tutto il sistema biologico con il mio, mi sentii percorso dal brivido della nudità nonostante ancora vestito per il leggero shock di condivisione del pensiero. Con la bocca semi-aperta mi svestii in fretta calciando gli abiti in un angolo vuoto. Mi sentivo pronto e capace per la mia abitudine di ridurre ogni rapporto alla sua natura simbiotica, essendo per mia natura un ospite fuori dall’ordinario. Chiusa la sacca con me dentro imparai a pensare come un feto e per forza della complementarità a pensare come una donna gravida. I macchinari segnavano l’estensione dell’area di frequenze cerebrali coinvolte in una gravidanza; sottratte quelle del feto, rimanevano quelle della madre; avendo modelli, il sistema era meno approssimativo di quanto si possa essere portati a credere. — I dati tradotti nelle macchine. — In circolo con la placenta si attivò un’inversione di senso, per l’immersione che trasmette un amore uterino, pericolosamente indifferenziato per una persona nata. — La mia mente in regressione si sfilacciò in frazioni irreparabili di tempo. — Denudandomi leggermente dalla sacca rabbrividii e mi sentii inadeguato. L’aria mi toccò la pelle bagnata come una leggera delizia erogena e vomitai una volta. Toccai terra livido con gambe malferme, spellato ed emaciato severamente con liquido amniotico raggrumato nelle cavità, aprendo brillanti occhi di feto sul mio corpo adulto. La placenta gocciolante biascicò versi telepatici di indignazione come ultrasuoni irregolari per l’interruzione e la mia uscita forzata, come in una simbiosi recisa o interrotta bruscamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Fu tutto registrato con una camera da presa ed una reflex scattò foto ad intervalli regolari per tutta la durata. Rimasi in quiescenza per giorni dopo essere uscito dalla sacca riacquistando senno adulto. Ora avevo memoria e competenza intuitiva dell’intera cosa e potei essere mandato a svolgere l’operazione seguente vera e propria. Mentre l’attrezzatura veniva portata fuori un analista junghiano metteva in risalto la mia effettiva ambivalenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Giorni dopo chiesi una replica dell’esperimento come controprova, ulteriore studio e per compiere aggiustamenti. Incorrevo in un disturbo bipolare per lo sgretolarsi delle unità di tempo. Notai l’insorgenza di blandi sbalzi d’umore di carattere ciclotimico, rischiando lo sdoppiamento della personalità (i miei due interi di uomo e donna), alternandosi con la sofferenza di opposte frequenze cerebrali i cui nodi dolevano nella mia piccola nuca angolosa rapata a zero. Presagii anche lo sfociare in una frammentazione della mente in diverse unità non comunicanti e il successivo infittirsi di personalità multiple, dovuto ad un effetto cascata di questi buchi di tempo. Avrebbe infiacchito la mia memoria lacerandola e portato all’immediatezza di un agire negativo, distruttore. La mente avrebbe potuto disgregarsi fino all’oblio. Dovevo ricongiungermi con una mente sana e stabile tentando nuovamente l’immersione. — Un tappo mucoso mi venne cacciato in fondo alla gola per preservare i polmoni da infiltrazioni — il cuore rallentò — i pensieri erano suoni che si muovevano fisicamente nella spina dorsale come comunicazioni re-indirizzate e re-interpretate, poi i suoni svanirono in luce bianca e la mente si ampliò fino a contenere il corpo travalicandolo — così le unità di tempo compromesse si aggiustarono. — All’esterno i medici assisterono a una leggera nebbia fremente che si compose e si adagiò a terra e a una copiosa condensa sulla sacca. Non ci furono fastidiosi postumi. —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Di seguito mi unii alla élite di genetisti indagati vantando astrattamente il mio addestramento empirico in fatto di GENESI. Ne rimasero molto colpiti vezzeggiandomi come potenziale strumento per la loro sfrenata brama di interventismo sul destino mondiale. Ressi il gioco perché pendeva chiaramente a mio vantaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Non mi sorprese che il loro laboratorio segreto all’interno di un complesso, era in un’area in cui la mia squadra stava svolgendo delle indagini per le segnalazioni di numerose donne che lamentavano dei gravi sfasamenti temporali nel loro ciclo mestruale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Questi esperimenti preliminari Signor Bill sono un lavoro di ricerche congiunte su immortalità ed esseri senza madre geneticamente perfetti. Le persone che hanno accesso a questi studi sono regolarmente analizzati. Segni di vecchiaia come prestazioni sessuali poco felici sono note di demerito che si accumulano fino alla radiazione. Accettare il proprio invecchiamento vale a dire accettare il tempo come un’entità che non trova sconfitta fa sorgere moralità. Non vogliamo neppure che il ricordo della vecchiaia tocchi o attraversi la mente. Per tale motivo sono malvisti anche coloro che da vecchi vogliono ringiovanire o anelano l’immortalità; il ricordo di essere stati vecchi corromperebbe i loro risultati. Se oltrepassano il limite l’applicarsi a questi studi e il poterne fruire è fuori questione”. “Vede Signor Bill, molte volte la longevità è solo ottenuta e basata sul vampirismo indiretto; mollezza e passività aggressiva i segnali, con la conseguente morte della mente e degli ideali virtuosi. Qui diamo la possibilità di prendere la strada &lt;i&gt;giusta&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Abbiamo studiato le teorie e le specifiche e le finalità di sistemi catalizzatori e macchine canalizzatrici di energia come le piramidi e gli accumulatori di orgoni e abbiamo dedotto che il loro obiettivo finale è di lenire la subita inclemenza dei nove mesi passati nel ventre materno. A conti fatti a chi verrebbe l’idea di acquistare energie a queste maniere se non a gente che ne è stata privata per loro fondamentale colpa all’origine. Il loro uso prolungato porta a sovrapotenziamento e immortalità”. Indicò la placenta con mano sudata: “Questa placenta racchiude tutti questi studi ed è una cosa molto più seria. Siamo incorsi nella possibilità di fare bambini studiando questo sistema”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Cellule staminali somatiche di coltura per ottenere il muscolo dartos con cui rinforzare la sacca su tutta la superficie; è resistente, reso trasparente e sottile. Mi fu oltretutto spiegato che l’esperimento non doveva fare uso in nessuna delle sue parti di &lt;i&gt;roba&lt;/i&gt; di donne. “Questa deve essere una cosa nostra e nessuno deve poter portarcela via... ha inteso Signor Bill?... Ogni fuoriuscita di notizie verrà colpita dalle nostre maledizioni... Ritorneremo alla placenta tra breve... prima lasci che le mostri in giro”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Condizionamento, assuefazione e conseguente ipersensibilità, suscettibilità, suggestionabilità, superficialità, influenzabilità, pochezza morale. Tutte queste caratteristiche vengono mascherate per non essere imputate: sensibilità, intelligenza, elasticità mentale, le maschere più comuni. Parlo di volontà tenuta alla catena, indebolimento della mente che si fa ricetto di entità demoniache. Questi soggetti sono generalmente manovrabili a comando”. — La malattia del tempo dilaga. — “Questa è la gente lì fuori che sono il nostro serbatoio per mandare avanti questa struttura e le ricerche. Senza la loro debolezza noi non avremmo la nostra forza; smidollati: di questi vogliamo sia fatta la società. Da come vanno le cose lì fuori può capire che stiamo procedendo a pieno regime. — Omologazione consumistica parossistica la rete in cui sono caduti tutti. Il corpo umano è un campo magnetico influenzabile, adattativo e vivente, capace di crearsi dipendenze e ora la carne è marcia, scolorita, debole fino all’osso. L’irrimediabilità di scaltrezza e di polso che sono oramai considerate merce avariata. Se non fosse per i privilegi e la protezione che mi danno la mia posizione e il partecipare a questa ricerca, il sapere che ancora oggi non so che cosa è lì fuori che possa rendere un uomo un uomo, sarei di sicuro perduto. Forse me la sono persa ma non ho mai incontrato, una che fosse una, vera iniziazione all’età adulta”. — La malattia del tempo dilaga. — È una faccenda contorta già di per sé e più va avanti non fa che avvitarsi su se stessa. —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Abbiamo una sezione di spersonalizzazione per scongiurare le ragnatele nel cervello dei nostri dipendenti: abbiamo isolato e ripulito profili psicologici su piattaforme mnemoniche così da essere adatti al nostro mercato interno. Abbiamo ogni mestiere, sessualità, colore della pelle. Basta loro andare al banco e scucire crediti e hanno la possibilità di vedere con i loro occhi cosa vede una persona dagli occhi azzurri, marroni, verdi”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“La spersonalizzazione è necessaria per impedire l’edificarsi di strutture nella mente; non devono sorgere obiettivi che non siano quello che inseguiamo qui. Fantasticare su famiglia, carriera, casa, non va bene, e per altri versi la nostalgia è ugualmente soppressa. Il pensiero deve mantenere una certa &lt;i&gt;purezza&lt;/i&gt;. I legami non sono contemplati, i ruoli fissi segni d’identità da sconfiggere”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Qui appresso abbiamo delle sale dove sono tenute sessioni collettive di onanismo a tema; abbiamo imparato che la masturbazione è ottima per incrementare la propria intelligenza auto-celebrandola e che la competizione (tempo, gittata, abbondanza di seme, densità) è un ulteriore stimolo. — Non buttiamo mica via nulla sa... la bibita che sta bevendo...”. — “(Oh merda!)”. —&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Abbiamo anche lavorato alacremente su di una creatura simbiotica che si installa nell’ospite trovando la sua via attraverso l’ano in qualche punto dell’intestino crasso. Dotata di poteri di filtraggio aggiuntivi aiutando i reni, il fegato e che dispensa al volere medicine per malattie di piccola e media entità che rilascia in base al fabbisogno dell’organismo ospite. È di forma tubolare, lunga una decina di centimetri, del diametro di tre e mezzo, di colore purpureo, più o meno simile ad un cetriolo di mare. — Abbiamo dovuto crearla per sopperire alla totale mancanza di donne nell’organico di questa struttura — simbionte per simbionte — ma questa creatura non parla... mi capisce?”. — Non ricambiai l’occhiolino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Mi denudai rovesciando felpa, maglietta e calzoni, poi mi sfilai mutande e calzini con i soli pollici, fui depilato per intero e foderato di tessuto embrionico di coltura, bruciando, saldandosi addosso come una seconda pelle. Cordoni ombelicali sintetici di diversi calibri e lunghezze erano tenuti penzolanti da una rastrelliera alla parete come cavi da officina elettronica con morsetti. C’è odore come di calda palude lontana. Mentre l’addetto rabboccava la sacca con soluzione idro-salina e nutrienti il medico inseriva una cima del cordone nel mio ombelico cavo. Dalla placenta vibrava fuori il ronzio ipnotico della telepatia in sovraccarico che attendeva l’altro mezzo. Gli addetti, gli infermieri e i dottori che si erano radunati intorno divennero sonnolenti, lottando, cercando di tenere gli occhi aperti. Il ronzio cessò esternamente quando l’altra estremità del cordone fu innestata nell’alloggiamento interno alla sacca e la placenta messa in linea. Quando la sacca stava per essere chiusa il medico mi guardò con sguardo implorante e ferito. Una volta chiuso dentro ed in posizione fetale qualcuno premette un tasto e la sacca si restrinse adattativamente attorno alle mie dimensioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Le tossine della letargia entrarono in circolo nel mio cervello destabilizzando i pensieri; le esperienze passate in fatto di droghe mi permisero di isolare queste tossine evitando la chiusura mentale, andando via via perdendo la sensibilità delle estremità. Percepii il vociare del raduno esterno come un logorante chiacchiericcio invadente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Dopo due cronometri di sei ore, con un temperino a lama di rasoio a forma di artiglio d’aquila l’addetto penetrò la membrana e tirò verso sé squarciando il ventre della sacca lateralmente. Intontito, caddi a terra con gli umori sulla grata di scolo posta al di sotto del bacino artificiale. Letargico e fotofobico, viscido ed indolente per molto poco, liberandomi di questi come di una leggera nausea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Il primo incarico assegnatomi dalla élite dopo essermi ripreso dalla prova fu quello di tirare fuori dall’entropia, mediante lo stabilire contatto telepatico di carattere regressivo, uno dei volontari precedenti che erano rimasti vulnerabili e scentrati. Facoltà mentali compromesse ed evidenti carenze fisiche alcune delle quali invalidanti distinguevano questi soggetti. E memoria gravemente selettiva, alterazioni temporali, amnesie. Nessuno di loro aveva comunque sviluppato una dipendenza alla placenta, che ritenevano rivoltante e disgustosa e il contatto con essa lesivo e deleterio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Abbiamo già provato con altri soggetti. Sono incorsi letargia irreversibile, claustrofobia, stenofobia, perdita di sensibilità del corpo, viaggio al di fuori del corpo dove l’esperimento richiede la forza di restare nel corpo e di vedere cosa accade andando indietro e non fuori. Sono richieste molto specifiche Signor Bill. Il soggetto deve essere sveglio... molto sveglio. Sennò lì dentro la perderemo”. Quest’altro medico che stava facendo gli onori aveva la faccia spigolosa con occhi sudici, la pelle lucida. Parlava sempre fuori di metafora. “L’immersione per poche decine di minuti provoca la scomparsa dei difetti cutanei superficiali arrestando l’invecchiamento ma a lungo andare, logos disarticolato, scarsità di riflessi e un ritardo mentale significativo, di misura più marcato dell’interdizione. L’eccesso può portare ad avere spellature gravi e pelle disordinata come cicatrici di ustioni di terzo grado, cianotico. Ma lei dovrebbe già saperlo”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;“Tra questi” mi fu detto, “dovrà scegliere una sua controfigura”. Scelsi un ragazzo goffo e dinoccolato dalla voce stridula e petulante con cui ebbi un’immedesimazione forte ricordando me da adolescente, non per questo risultò facile tirarlo fuori. La sua mente statica, il corpo come larva. Altro complesso scientifico, altro laboratorio, stessi corridoi sterili. Questa volta le intelaiature erano due e le sacche più sofisticate: ero passato di grado. — “Non si tratta di fusione Signor Bill. — Lei dovrà resistere e restare lucido e dovrà guidare il soggetto b indietro dal viaggio da cui lei è tornato. — A questa maniera l’esperimento finale sarà condotto rapportandovi”. — Ero piuttosto ferrato e alternatamente lento ma efficace e vigile ed agile di mente, e ancora doverosamente assolvente nel prestarmi al gioco, sempre distante dal perdere la presa sulla mia volontà. Mi dovetti occupare di lui con metà della testa: simultaneamente in sincrono, contemporaneamente assieme ad un tempo; gli diedi il mio tempo finché lo smarrimento lasciò i suoi occhi chiusi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Questo ragazzo che era con me nel sistema binario sorprendentemente si rivelò essere una spugna imparando le regolazioni mentali in breve tempo. Naturalmente le sue capacità si sarebbero rivelate di seconda mano. Presentava oltretutto difetti ed anomalie ed una telepatia scarsamente articolata, ma non ne feci cenno. Staccato il collegamento, usciti di sintonia e caduti sulle grate lui farfugliò, biascicò, mugugnò, rantolò e gemette proprio in quest’ordine e sprofondò nel sonno in spessa oscurità postnatale. Aperti gli occhi impiegò un lungo tempo per adattarsi alla luce emergendo da una distanza. Fummo così separati alla nascita e condotti fuori verso i nostri nuovi assegnamenti su sedie a rotelle; tutto in grande fretta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;Era ora possibile interiorizzare e capovolgere l’intera esperienza e tentare la gravidanza smettendo le placente d’immersione. Terzo laboratorio per l’esperimento finale all’interno di una costruzione in vetro-cemento semi-nascosta nel verde. Uggiosa giornata invernale. Il terzo esperimento entrò nel vivo di pari passo con la mia controfigura. La MIA è una gravidanza eccellente senza lamenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia; min-height: 15.0px"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Georgia"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7813291717389138-4311606314740784860?l=brevi-storie-di-ethan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/4311606314740784860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7813291717389138/posts/default/4311606314740784860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brevi-storie-di-ethan.blogspot.com/2009/11/la-malattia-del-tempo.html' title='La Malattia Del Tempo'/><author><name>Ethan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
